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Final Fantasy Italian Project @ Japan Fest Catania

Oggi per la rubrica  “dove vai? cosa fai?” vi presentiamo una pagina rubata dal diario di Viaggio di Valentina Albanese Cosplayer e attrice dei Final Fantasy Italian Project che lo scorso week end erano impegnati al Japan Fest di Catania.

ffiplogo

Cronache di una straordinaria amministrazione:

Ore 4.00 del mattino, l’appuntamento per i nove triestini, membri del Final Fantasy Italian Project, in partenza venerdì 9 maggio è stato stabilito per quell’ora. La destinazione? Catania, per la prima edizione del Japan Fest, dove ci esibiremo sabato 10 maggio. Gli altri membri ci raggiungeranno infatti, domani mattina.
Io, Valentina Albanese, arrivo con Nicolò Barago(il bassista) in anticipo all’appuntamento senza alle spalle un minuto di sonno. Esattamente 10 minuti dopo, alle 4.00 spaccate, arrivano gli altri membri del gruppo con il furgone che ci accompagnerà in questo viaggio. La squadra al completo vede quindi i due tastieristi, Samuele Orlando e Lorenzo Visintin, le due cantanti, Maddalena Murano e Raffaella Smaldini, il batterista Lorenzo Ciuciat, il sax/clarinetto Matteo Verazzi, l’indimenticabile tecnico audio, Fulvio Vascotto, me e Nicolò in viaggio verso l’aeroporto di Venezia Marco Polo, dove ci raggiungerà Marco Giaschi, il chitarrista. Tutti insieme prenderemo il volo verso Catania alle 7.00 del mattino. Un inizio impegnativo, ma per la musica e il FFIP, si fa questo ed altro!
Chi riposando e chi no (io non avrei dormito fino a sera), riusciamo a raggiungere prima Venezia e poi, finalmente, l’assolata Sicilia. Lo staff del Japan Fest ci accoglie a braccia aperte, per scortarci subito al nostro albergo. Ma il tempo è poco e si sa che per un concerto, i preparativi cominciano molto prima di quanto il pubblico immagini, così, nel pomeriggio, siamo già al lavoro alle Ciminiere, la sede fieristica che accoglie il Japan Fest … ma molte sorprese ci attendono e non tutte sono piacevoli.
Vengo accompagnata alla location del concerto ad occhi chiusi e quando li riapro, lo stupore è indescrivibile. La sala è effettivamente enorme, in grado di accogliere 1800 spettatori seduti, ma quello che mi lascia senza parole è il palco: lungo, profondo, bellissimo, con un immenso schermo a sovrastarlo. Da cosplayer/attrice il mio primo pensiero vola alle scene che dovremo interpretare e non posso che ridere di gusto all’idea di ciò che riusciremo a ricreare con la band su quel palco. Chiamo immediatamente Matteo Bellini, il regista, e Giulia Giberna, cosplayer/attrice triestina, che ci avrebbero raggiunti la mattina seguente, aggiornandoli sulla situazione.
Ma ecco le note dolenti. La sala è splendida e con un’ottima acustica, ma non è un teatro, bensì un auditorium. L’impianto audio e luci deve essere quasi interamente allestito ex novo e, trattandosi di uno spazio chiuso, non è possibile costruire una struttura per un palco luci. Inoltre all’interno sono presenti dei rilevatori di fumo … quindi … niente macchina del fumo. Sento al telefono la mente del regista contrarsi e riflettere su cosa tutto questo significherà, ma mi tranquillizza, perché non sono certo gli effetti luci e il fumo a rendere l’essenza di uno spettacolo. Mentre parlo, vedo Samuele, la mente logica del gruppo, aggirarsi frenetico sul palco, mentre mette all’opera tutta la sua esperienza per risolvere con il resto della band le varie problematiche che ogni nuovo palco presenta a chi lo calchi.
Così, unica cosplayer presente sulla location, con ben poco lavoro da fare, lascio le questioni tecniche a chi meglio sa occuparsene, e raggiungo i camerini nel retro palco. Le due cantanti stanno sistemando un po’ di cose per il giorno dopo, così mi unisco a loro a spacchettare gli accessori del costume di Edea spediti a Catania insieme agli strumenti. All’apertura il panico mi prende in un istante: un pezzo del casco si è staccato, ma quel che è peggio … due punte della reggera di Edea si sono spezzate. Ogni cosplayer penso sappia cosa un simile visione possa significare a 24 ore da un’esibizione. Non fiato, non piango, non mi dispero … resto semplicemente in silenzio a fissare il legno dorato diviso in pezzi. Raffaella e Maddalena, forse sospettando qualcosa per il mio improvviso silenzio, mi si accostano e senza neanche attendere una mia reazione, già mi elencano ciò che dobbiamo fare per rimediare al danno. Ringrazio che ci siano state loro, perché il mio umore, soprattutto a causa dell’assenza di sonno, non mi avrebbe permesso di reagire nel modo più lucido e logico. Insieme quindi, prendiamo casco, reggera e fiocco di Dona (a sua volta spedito e arrivato in condizioni decisamente migliori) e lasciamo il resto della band sul palco dove, dalle loro espressioni, stavano affrontando questioni ben più delicate di un costume da riparare.
Per fortuna una volta in albergo, con del fedele scotch di carta e un pennarello dorato, la reggera ha recuperato il suo aspetto originale (so che una volta tornata a Trieste dovrò rifarla, ma per ora può andare bene così). Mi unisco quindi a Raffaella e Maddalena che sul letto stanno incollando chocubi (i gadgets che dovrò lanciare insieme a Giulia durante il Chocobo Medley) … ma intanto quelle 80 scatoline vanno tagliate, piegate e incollate una ad una. Poco alla volta in camera si susseguono i vari membri della band che si danno il cambio all’incollaggio, le uniche che però, stoiche, proseguono senza sosta, sono le due cantanti. Ma alla fine … gli 80 preziosi chocubi sono pronti … alcuni con una speciale sorpresa all’interno.

Chococubi
(Nella foto, io che incollo chocubi con il casco di Edea da riadattare, perché ristrettosi dopo averlo lasciato su un manichino troppo piccolo)

 

Andiamo quindi a ristorarci con un po’ di leccornie locali e poi, finalmente, ci rifugiamo nei nostri letti dove io crollo dopo quaranta ore di veglia.
Vengo svegliata la mattina dopo dall’arrivo di Matteo e Giulia che sono partiti a loro volta alle 4 del mattino da Trieste … e so che ai due poveretti toccherà il mio stesso destino di stanchezza, solo che questa sera loro dovranno affrontare anche un concerto … e Matteo, in quanto regista, dovrà anche organizzare tutte le nostre prove nel corso della giornata, comprese quelle con i due cosplayer/attori di Roma Mauro Venditti e Anna Grazia Cervone (in arrivo nella mattinata), con Alex Gaiati il nostro poliedrico cosplayer/attore milanese già atterrato insieme a loro e con Liliana D’Angelo, cosplayer siciliana, arruolata nel progetto appositamente per il concerto del Japan Fest.
In breve siamo di nuovo alle Ciminiere, al lavoro tutti insieme per allestire lo spettacolo, ma ora la fiera è cominciata, le varie stanze, in cui fino al giorno prima si aggiravano solo tecnici, standisti e staff, sono ora piene di cosplayer e visitatori curiosi, inoltre all’auditorium sono previsti diversi eventi, quindi il tempo a nostra disposizione è decisamente limitato. I musicisti si affrettano sul palco, ma ci sono purtroppo alcuni problemi tecnici ai quali la band non può porre rimedio ed è così costretta in attesa. Il soundcheck viene quindi rimandato di ora in ora, mentre l’ansia pre concerto continua a crescere, intensificando la tensione tra i presenti. Ma poi accade qualcosa. Una musica sacrale si spande nella platea ancora vuota del teatro: è la Yuna Dance. Anna, arrivata da meno di un’ora a Catania, fa il suo ingresso sul palco: in mano tiene il suo nuovo bastone. Glielo ha confezionato Simone D’Alessandro (anche lui membro del gruppo che purtroppo, insieme ad Arianna Pucci, non è potuto venire a Catania) in soli 3 giorni, ma Anna non lo ha mai usato e deve appena abituarsi al suo nuovo peso. Nel teatro cala un silenzio reverenziale, carico di attesa e preoccupazione, gli occhi di tutti sono fissi su di lei, mentre comincia a danzare e agitare il bastone intorno a sé … nessuno fiata per l’intera durata del brano, poi Anna si volta, punta i piedi e guarda il pubblico, la musica finisce. Tutti, dalla band allo staff, ci lasciamo andare ad un applauso euforico: ok, ce la faremo! Sarà un grande show.
Dopo l’esibizione della nostra Yuna le prove continuano per tutti. La band alla fine deve aspettare fino all’inizio dello spettacolo per fare il soundcheck completo, decidendo con lo staff di trasformarlo in un’anteprima dello show, dal momento che il pubblico a quel punto è già sciamato in sala e attende ansioso il nostro concerto. Ma è questo il bello della diretta, non sai mai cosa succederà!
Alle 22.00, finalmente, si sente il familiare suono dell’accensione di Final Fantasy VII “New Game” o “Continue”? E si comincia, nella consapevolezza che tra due ore sarà tutto finito, ma per ora siamo solo all’inizio, tutta la preparazione di questi ultimi giorni è servita a questo, la tensione scompare, arriva solo la consapevolezza che è giunto il momento tanto atteso.
Il tempo dietro il palco scorre veloce e frenetico, ci si dà il cambio a segnare sulla scaletta le varie canzoni che passano, aiutandosi a vicenda a indossare i costumi, spogliarsi, truccarsi. I secondi, diventano minuti e i minuti ore. Sai che due ore dovrebbero essere tante, ma dalla scaletta continuano a venire cancellati brani e scene, e alla fine su quel foglio non rimane che un titolo, e nessuno ha idea di come e quando questo sia successo. L’adrenalina che hai in corpo continua a farti muovere e pensi che potresti, e vorresti, fare questa vita per sempre.
Alla fine siamo dietro le quinte quando sentiamo Samuele chiamarci sul palco e durante l’ultima canzone siamo tutti e 15 insieme (in realtà Fulvio Vascotto è ancora al lavoro in cabina di regia) a saltare, ridere, abbracciarci e applaudire a quel pubblico che ancora una volta ha creduto in noi. Siamo stanchi, ma felici e quando tutto è finito l’atmosfera del Japan Fest continua ad avvolgerci. Insieme allo staff usciamo a festeggiare, anche se per loro non è ancora finita, perché il giorno dopo, la manifestazione continua.
Li rivediamo tutti il giorno dopo, domenica 11 maggio, alle Ciminiere per salutarci, ringraziarci e prometterci che non sarà l’ultima volta. Non vorremmo andare né loro vorrebbero lasciarci andare, ma sappiamo che questo non è un addio. Catania, aspettaci, torneremo presto!

ffipfotogruppo
(il gruppo con gli ospiti sul palco del JF da sinistra a destra: Matteo Ballini, Samuele Orlando, Nicolò Barago, Alex Gaiati, Giulia Giberna, Mauro Venditti, Matteo Verazzi, Maddalena Murano, Raffaella Smaldini, Lorenzo Ciuciat, Valentina Albanese, Anna Grazia Cervone, Liliana D’Angelo, Lorenzo Visintin e Marco Giaschi)

 

 

Vi abbiamo incuriosito??Presto li cattureremo evocheremo un Eone e strapperemo loro un intervista!

Nel frattempo date un occhiata al loro sito http://www.ffitalianproject.com/ e continuate a seguirci, non si sa mai che li convinciamo a venire anche a Fumetti per Gioco 2014!

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